Premio Appiani 2024

Daria Biagi vince la nona edizione del Premio Lorenzo Claris Appiani, menzione speciale a Valentina Freschi

Daria Biagi vince la nona edizione del Premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione di "I morti dell’isola di Djal e altre leggende" di Anna Seghers, edizioni L'Orma; menzione speciale a Valentina Freschi per la traduzione di "Robbi, Tobbi e il Vonapè" di Boy Lornsen, illustrato da Franz Josef Tripp ed edito da LupoGuido. Le vincitrici sono state annunciate al Salone del Libro di Torino domenica 12 maggio durante uno degli incontri di L'autoreinvisibile, nella sezione dedicata al tedesco lingua ospite, alla presenza di Alberta Brambilla Pisoni, Aldo Claris Appiani, Ilide Carmignani e Roberta Bergamaschi.

La cerimonia di premiazione avverrà, come di consueto, durante la prima giornata di Elba BooKFestival, martedì 16 luglio nella piazza di Rio nell'Elba alle 18:30 a cui parteciperanno le traduttrici e le responsabili del premio. Il premio Lorenzo Claris Appiani, nato nove anni fa per celebrare la memoria del giovane avvocato ucciso nel Palazzo di Giustizia di Milano e il legame con la sua terra d’origine, ha l’obiettivo di dare luce alle figure quasi invisibili dei traduttori e traduttrici, attori insostituibili e necessari nel delicato processo di mediazione culturale; inoltre si propone di dare risalto al valore culturale e sociale non solo del mestiere del traduttore, ma anche della letteratura e dell’editoria indipendente.

Il Premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria, riservato agli editori indipendenti e alle loro pubblicazioni, è promosso dalla famiglia Appiani, dall’Associazione Culturale Elba Book Festival e dall’Università per Stranieri di Siena (UNISTRASI), che garantisce anche il supporto scientifico, e si svolge con il patrocinio del Comune di Rio e della Regione Toscana.

Per la nona edizione del premio, la famiglia Appiani, in accordo con le componenti della giuria, ha scelto di indagare la letteratura tedesca tradotta in italiano. Una produzione narrativa che sottopone alla nostra attenzione temi e sentimenti presenti nel cuore dell'Europa, alla ricerca di immaginari letterari che favoriscono un confronto culturale grazie al prezioso lavoro dei traduttori. Quest'anno per la prima volta è stato selezionato un testo bambini che apre così il premio a nuovi ambiti editoriali e a nuove platee di lettrici e lettori.

Quest'anno la giuria è formata da: Giulia Marcucci, presidente, professoressa associata di lingua e traduzione russa presso l'Università per Stranieri di Siena e direttrice del Centro Studi sulla Traduzione (CeST), nonché traduttrice di saggistica e narrativa contemporanea russa; da Ilide Carmignani, traduttrice dallo spagnolo e curatrice della sezione L'autoreinvisibile al Salone Internazionale del libro di Torino; da Claudia Buffagni professoressa associata di lingua tedesca presso l'Università per Stranieri di Siena e da Giancarlo Maggiulli, editor presso Adelphi.

Di seguito le motivazioni della giuria: “Per la nona edizione del Premio di traduzione letteraria Lorenzo Claris Appiani abbiamo scelto di premiare un'opera tradotta dalla lingua tedesca, che quest'anno è stata anche la lingua ospite al Salone internazionale del libro di Torino, dove – nella cornice dell'Autoreinvisibile curato da Ilide Carmignani – a maggio è stata annunciata la vincitrice del Premio: Daria Biagi per la sua traduzione di I morti dell'isola di Djal di Anna Seghers edito dalla casa editrice L'Orma nel 2022.

Il volume raccoglie, riorganizzati tematicamente, nove racconti inediti di Anna Seghers pubblicati tra il 1924 e il 1965, di cui quattro nella sezione “Leggende” e cinque nella sezione “Storie”. Si tratta di testi narrativi composti in un quarantennio e assai variegati per genere, temi affrontati e stile; Daria Biagi ha saputo renderli in modo efficace, cogliendo in ogni singolo testo le differenti sfumature stilistiche, la ricchezza lessicale, le puntuali descrizioni realistiche, la plasticità delle immagini della prosa di Seghers. Che si tratti delle atmosfere demoniache dei primi racconti, così come delle coloriture intriganti di nascoste regioni russe abitate da leggendari briganti o di racconti realistici di ambientazione urbana, e ancora di racconti epici, fino all’impietosa descrizione della trasformazione di un giovane inetto in un nazista e infine a carnefice (Come si diventa nazisti), Daria Biagi modula con abile duttilità i diversi registri dando conto dei punti di vista mutevoli dei personaggi e dello stesso narratore, spesso volutamente distaccato e straniato, in una prosa ricca, densa e scorrevole al contempo.

La giuria ha inoltre deciso di attribuire a Valentina Freschi una menzione onorifica per la sua traduzione dal tedesco di Robbi, Tobbi e il Vonapè di Boy Lornsen, libro per ragazzi edito dalla casa editrice Lupoguido nel 2023. La giuria premia la felicità della voce italiana di questo piccolo classico del 1967, la resa spigliata e tuttavia rigorosa ed elegante, e la gioiosa creatività con cui sono state restituite le numerose invenzioni linguistiche del testo di partenza. Valentina Freschi restituisce in modo convincente l’entusiasmo e l’incanto con cui il giovane protagonista e il suo amico robot affrontano numerose e stravaganti avventure a bordo di un improbabile veicolo, riuscendo al tempo stesso a dare conto in modo parimenti affascinante della distanza temporale del testo di partenza. In un panorama in cui troppo spesso l’importanza delle traduzioni di libri per ragazzi è sottovalutata, Robbi, Tobbi e il Vonapè è un prezioso esempio di come si possa offrire ai piccoli lettori un testo non solo in grado di divertirli e quindi avviarli alla lettura, ma di formarli linguisticamente in maniera eccellente”.

"A nome di tutta la giuria - commenta Giulia Marcucci - , rinnovo la mia gratitudine a Alberta e Aldo  Appiani, alla loro straordinaria generosità e alla loro sensibilità per la traduzione, intesa anche come dialogo fra culture e veicolo di pace; e a Roberta Bergamaschi che, insieme agli altri organizzatori dell'Elba Book Festival, ha costruito uno spazio prezioso per il dibattito sui testi letterari in traduzione italiana, valorizzando al contempo il lavoro dell'editoria indipendente."

In conclusione, riportiamo le dichiarazioni delle vincitrici:

Daria Biagi: “Sono molto felice per questo premio, e ringrazio di cuore i suoi ideatori e i membri della giuria. Ci tengo anche a ringraziare Marco Federici Solari, che con tutto il gruppo dell'Orma fa un lavoro molto attento sulle traduzioni che pubblica, revisionandole con cura e sempre rispettando le singolarità dei diversi traduttori. In questo caso è stata sua anche l'idea di tornare a tradurre Anna Seghers, ebrea tedesca, comunista internazionalista, che si è trovata a vivere in mezzo ai grandi conflitti del Novecento spostandosi per scelta o per forza dalla Russia al Messico. I racconti riuniti in questo volume non erano mai apparsi in italiano e sperimentano una varietà di voci che dà abbastanza filo da torcere in traduzione: ma la scrittura è sempre solida, pensata, coerente con la materia che racconta, e dunque in ultima analisi più agevole da tradurre di scritture in apparenza più 'facili'. Anzi i racconti che sembrano meno impegnativi sul piano formale sono spesso quelli da cui, almeno io, ho fatto poi più fatica a liberarmi - come quello intitolato Un posto dove stare, la storia di una popolana parigina che nasconde in casa sua un ragazzino tedesco ricercato dalla Wehrmacht, perché le sembra giusto, senza particolari analisi politiche, mettendo a rischio la sua stessa famiglia. Seghers mette alla prova perché ha lo sguardo sensibile dei perseguitati, e insieme tutta la potenza di una donna che non si è mai arresa all'idea di non poter cambiare le cose, con la scrittura o con l'azione.”

 

Valentina Freschi: “Sono molto onorata di ricevere la menzione d'onore di questa edizione del Premio Appiani, un premio importante sotto molti aspetti, non da ultimo perché guarda alla traduzione letteraria come a una pratica di pace, dialogo e inclusione. Valori di cui la letteratura per l'infanzia di qualità (quella che non vuole insegnare l'infanzia ma ce la racconta nella sua essenza) si fa da sempre portatrice.  "Robbi, Tobbi e il Vonapè", scritto da Boy Lornsen nel 1967 e portato in Italia più di cinquant'anni dopo da Lupoguido, ne è un ottimo esempio: le avventure fantastiche del giovane inventore Tobbi e del suo robotico aiutante Robbi ci portano in un viaggio attorno al mondo, ma in ogni angolo del globo il cuore pulsante che le accomuna resta sempre quello dell'amicizia, della lealtà e del sostegno reciproco. Sono molto felice di aver contribuito a portare questa storia ai giovani lettori italiani di oggi e, nel farlo, mi sono enormemente divertita.”