Premio 2026 | Lorenzo Claris Appiani

UNDICESIMA  EDIZIONE
Lingua NEOGRECA

Giuria

Giulia Marcucci - Docente UNISTRASI (Lingua e traduzione russa
Direttrice del Centro Studi sulla Traduzione) - Presidente
Tommaso Braccini - Docente UNISTRASI (Filologia greca e latina)
Ilide Carmignani - Traduttrice

Partecipanti

  • Maurizio De Rosa – M. Karagatsis, La grande chimera, Aiora, 2023
  • Dimitris Lyacos – Viviana Sebastio, Finché la vittima non sarà nostra, Il Saggiatore, 2025
  • Giulia Sorrentino – I. Makrygiannis, Dalle memorie del generale Makrygiannis, Palermo University Press, 2023
  • Elisabetta Garieri – Makis Malafekas, Deepfake, Baldini+Castoldi, 2025
  • Francesco Colafemmina – Christos Vakalopoulos, La linea dell’orizzonte, Medhelan, 2025
Copertina Libro La grande chimera - Premio Appiani 2026 Elbabook Festival

Primo Premio (ex-aequo)

Maurizio De Rosa, per la traduzione di

La grande chimera

di M. Karagatsis (Aiora, 2023)

Motivazione della giuria: La grande chimera, capolavoro della letteratura neogreca, offre una scrittura di straordinaria complessità, sospesa tra realismo psicologico e liricità tragica. Il fulcro dell'opera risiede nel fatale scontro tra la mentalità occidentale, razionale e cartesiana della protagonista francese, Marina, e la forza ancestrale, dionisiaca e a tratti spietata della terra greca, qui rievocata attraverso descrizioni di sfolgorante ricchezza visiva e sensoriale, capaci di farsi esse stesse spazio interiore. Maurizio De Rosa, uno dei massimi neoellenisti italiani, ha affrontato questa sfida con impeccabile rigore filologico, riuscendo a rendere mirabilmente nella nostra lingua la prosa densa, sensuale e a tratti febbrile dell'autore, senza trascurare il corpo sonoro, di cui ricrea puntualmente la musicalità dal ritmo ipnotico. L’eccezionale sensibilità interpretativa di De Rosa restituisce intatte le oscillazioni emotive dei personaggi, l'eros tormentato, il senso del fato e la progressiva discesa agli inferi della protagonista, modellandosi sulle stratificazioni del testo originale senza mai smarrirne la forza espressiva. La Giuria è onorata di assegnare questo riconoscimento a Maurizio De Rosa per aver reso accessibile, con rispetto devoto e geniale intuizione linguistica, il demone creativo di Karagatsis alla lingua e alla cultura italiana.

Copertina Libro Deepfake - Premio Appiani 2026 Elbabook Festival

Primo Premio (ex-aequo)

Elisabetta Garieri, per la traduzione di

Deepfake

di Makis Malafekas (Baldini + Castoldi, 2025)

Motivazione della giuria: Per quanto riguarda la traduzione di Deepfake, la giuria ha apprezzato il virtuosismo della traduttrice, che ha saputo rendere con efficacia un greco gergale e ricco di termini slang, attingendo all’italiano contemporaneo in maniera felice e mai banale o meccanica. In questo caso, la traduzione attinge alla vita, prima ancora che ai dizionari, anche perché molti dei termini tradotti ancora non sono censiti nei lessici, né dell’una né dell’altra lingua. Allo stesso tempo, Garieri ha saputo ricreare un ritmo serrato, talora indiavolato, e veicolare con efficacia la particolare atmosfera da “noir mediterraneo” dell’originale, agevolando per il lettore, nel rispetto dell’opera di partenza, la comprensione dei molteplici sottesi culturali, politici e di costume presenti in filigrana nel libro di Malafekas. Tutto ciò risulta ancora più rimarchevole e lodevole se si pensa che questo lavoro così pregevole è stato compiuto su un romanzo che appartiene senz’altro (e lo diciamo senza alcuna deminutio!) alla narrativa di genere. Ovvero a quella che fondamentalmente ha il maggiore impatto sul lettore “medio”, per così dire. E che, in questo caso, ha il beneficio di poter fruire di una traduzione di ottima qualità.